Convento Santa Maria di Gesù

Descrizione del convento


Il convento di Santa Maria di Gesù fu edificato nella prima metà del 1400 dai Frati Minori Osservanti in contrada Rambaldo, nei pressi di un antico villaggio di età romana.

La seicentesca Chiesa di S. Maria di Gesù si trova alla periferia del centro abitato. Essa fa parte dell'omonimo convento affiancato dal vecchio cimitero. Nell'ampio spiazzale una croce in pietra arenaria su un alto basamento in mattoni con una data: 1662. L'esterno della chiesa è caratterizzato da un loggiato a doppio ordine: nella parte inferiore, sia i pilastri (a sezione quadrata) che gli archi sono in mattoni, la pavimentazione, a lisca di pesce di mattoni posti a coltello, la copertura a padiglione e i muri presentano zone affrescate; nella parte superiore le colonnine monolitiche sono in pietra arenaria mentre gli archi sono in mattoni. La pavimentazione è in cotto, la copertura delle contravi in legno.


Dal loggiato una porta, con stipiti e architrave in arenaria conduce all'interno della chiesa. L'ingresso è posto nel lato lungo dell'unica navata coperta con una volta a botte lunettata affrescata e pavimentata con piastrelle di ceramica bianca e azzurra di recente realizzazione. Difronte l'ingresso un altare ligneo incassato di pregevole fattura incornicia una tela raffigurante la Madonna con Bambino. A destra dell'ingresso, un arco soglia e una balaustra in legno, dividono l'abside dalla navata. Di fronte l'abside (a sinistra dell'ingresso), è posto il sarcofago in mano con le spoglie di Andrea Trigona (nobile piazzese) e una porta che conduce in sacrestia, ora usata dal custode del cimitero. La sacrestia è pavimentata con lastre di pietra la copertura è avvolta a botte affrescata. Una porta conduce all'esterno. La cantoria a cui si accede dal convento (in pessime condizioni statiche, parte dei soffitti e dei solari sono crollati) è posta sopra la sacrestia con una parte a sbalzo.


 La sua pavimentazione è in ceramica azzurra. Il controsoffitto è crollato, vi si trovano alcuni scranni e parte di un organo in legno, sui muri delle cornici dipinte, dove una volta trovava posto la via crucis. Sull'architrave della finestra una data: 1624.


Questo lascito del passato versa in condizioni di degrado. Alberi di fico che crescono indisturbati sulla facciata del prospetto principale e sulla base delle croce, che ne ha già provocato un parziale crollo, i tetti del complesso sono crollati con le conseguenze interne che sono facilmente immaginabili, ormai da diversi anni la base della croce e stata puntellata per evitare nuovi crolli e davanti l’ingresso e stata piazzata una recinzione per evitare l’avvicinarsi dei turisti, gli interni versano nelle stesse condizioni ed infine, ma non per importanza, la zona cimiteriale che si trova proprio accanto alla struttura principale è stata vittima di atti vandalici e trafugamenti vari.

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